Cala Goloritze

Le vertiginose falesie del Supramonte di Baunei regalano Cale fantastiche, di cui Cala Goloritze è la più famosa e anche la più protetta, infatti fa parte del Patrimonio dell’UNESCO. Partendo dall’altopiano del Golgo, si può raggiungere solo via terra tramite un sentiero, ben segnalato, di circa 3,5 chilometri, mentre via mare non é possibile nessun approdo, le imbarcazioni devono mantenersi a 300 metri di distanza. 

Rifugio Su Porteddu

Da qui parte la nostra piccola avventura del Selvaggio Blu, zaino e scarponi da trekking e si va verso un mare selvaggio che non ha niente da invidiare a quello dei Caraibi…..
Dopo una notte passata in albergo ad Arbatax, la mattina seguente, con quaranta minuti di auto siamo arrivati al rifugio Su Porteddu, abbiamo parcheggiato, sistemato gli zaini e ci siamo avvicinati all’ingresso del sentiero per cala Goloritze.
L’ingresso é a pagamento, c’è un piccolo  chiosco dove la guida turistica ci ha informato delle regole da rispettare, alcune delle quali già ci erano note, tipo il divieto di bivaccare in spiaggia, non prelevare sassi, non lasciare i rifiuti, in poco parole rispetto assoluto dell’ambiente.  Fondamentale avere tanta acqua da bere e scarpe da trekking…. Non sapevamo invece che la spiaggia avesse degli orari… L ‘accesso é possibile  solo dalle 8 alle 18….che assurdità!! .

Sono già le 10 e fa molto caldo, sono previsti più di 35°, sarebbe stato meglio partire prima ma non ci scoraggiato e ci avviamo fiduciosi.
Superiamo lo sbarramento e saliamo, nel primo tratto si supera una piccola collina per poi riscendere nel canalone che porta alla Cala.

Deviazione

Da buoni e bravi escursionisti, una devizione per noi é d ‘ obbligo, prima di scendere in spiaggia decidiamo di raggiungere Punta Salinas: si deve salire un po , ma da lì il panorama sulla caletta é formidabile, non possiamo perdercelo!

Cartina alla mano e anche il GPS, dopo un tratto in discesa cerchiamo un incrocio che ci faccia risalire il costone verso Punta Salinas.
Facendo attenzione troviamo la deviazione a destra.
Non ci sono segni guida o altre indicazioni, ma per fortuna il sentiero è molto marcato quindi basta seguire il solcato piuttosto evidente e non lasciarsi trarre in inganno dai frequenti viottoli dei pastori.

Cresta

Prima di arrivare in cresta troviamo un Ovile, anzi ce ne sono diversi, e accanto a loro vediamo dei bracieri con ancora del carbone, sicuramente sono stati usati dagli escursionisti del selvaggio blu….stiamo proprio sul loro sentiero e questo mi fa sentire orgoglioso, perché finalmente sono lì, nel posto che ho tanto studiato e di cui ho visto tante foto …non sembrava vero….
La vegetazione è più bassa e il caldo si fa sentire molto.
Manca poco alla cresta, qualche altro incrocio , svoltiamo verso sinistra ed incominciamo a vedere che il panorama si apre verso est, anche se non completamente. Ci sono alcune grandi rocce, le oltrepassiamo per arrivare in fondo , dove finalmente c’è il tanto desiderato affaccio su Cala Goloritze..

Affaccio

Eccoci finalmente nel punto più panoramico di Punta Salinas, sotto di noi riusciamo a vedere l’iintero Golfo di Orosei contornato da un mare con mille sfumature di azzurro….fino a raggiungere un blu immenso. Una splendida cartolina!

Vista da Punta Salinas

Siamo sull’orlo di uno strapiombo, sotto ai nostri piedi c’è un selciato instabile, bisogna stare attenti a non esporsi troppo.
Ma con molta attenzione vediamo sotto ai nostri occhi Cala Goloritze, la sua guglia caratteristica alta 143 metri, e ancora tanto tanto mare azzurro….così bello e trasparente da farci venire un desiderio irrefrenabile di un bel tuffo, ma dobbiamo attendere ancora un po …..

Prima poi bisogna scendere

Anche se molto bello, lasciamo questo punto panoramivo, torniamo 150/200 metri indietro dove prendiamo il sentiero che ci fa scendere verso la Cala.
La discesa è molto più netta, dai 418 metri dobbiamo arrivare giù a quota zero, un zig zig permette di scendere, ma bisogna fare attenzione.
La traccia si ammorbidisce, entriamo piano piano nel canalone fino a  trovare l’incrocio che ci immette nel vero sentiero per Cala Golorirzé.
Poche centinaia di metri più avanti vediamo un arco nella roccia molto singolare.
Fa molto caldo, incominciamo ad incontrare più gente, ma siamo quasi arrivati .
Un gruppo di ragazze francesi ci chiede di scattargli una foto sul primo affaccio alla cala.
I colori del mare, visti da vicino sono meravigliosi.
Anche noi ci facciamo scattare una foto in questo punto spettacolare.

Finalmente arrivati

Cala Goloritzè

Siamo finalmente giunti sulla caletta, c’é una piccola spiaggia di ciotoli completamente piena di gente, noi ci spostiamo verso sinistra dove troviamo un piccolo spazio tra le rocce tutto per noi. Velocemente ci togliamo gli scarponi, i vestiti e ci tuffiamo in quella splendida e trasparente acqua.

Il mare dai mille colori fa da cornice, un  posto così merita che sia diventato patrimonio dell’umanità.
Facciamo tantissime foto, in acqua, sulle rocce, mentre ci tuffiamo …..sono momenti unici che bisogna immortalare nei nostri ricordi.
La giornata scorre veloce e arrivano subito le 18;00, orario in cui bisogna abbandonare la caletta, vi sono dei guardiani che controllano sia l’ingresso che l’uscita da questa spiaggia…..
Un pò amareggiati per non poter ammirare il cielo stellato da questo posto, riprendiamo gli zaini e rimessi gli scarponi ai piedi ci incamminiamo verso il canalone.
Dopo circa un oretta, siamo su al rifugio Su Pordettu dove passiamo la notte in tenda.

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Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona