Picco del Circeo

Viene anche chiamato così Monte Circeo (541 metri slm). Un tracciato molto frequentato, per la sua bellezza, per i panorami mozzafiato, per la sua storia leggendaria.
Personalmente almeno una volta l’anno è una immancabile attrazione.

Spiaggia e lago di Paola visto dal Picco

In particolare il sentiero che parte da Torre Paola.
L’escursione in sé non è lunghissima, ma in questi 4 km totali fra andata e ritorno, c’è tutto.

  • Fatica
  • Panorami
  • Punti esposti
  • Bellezza
  • Dislivello
  • Relax

Questo fa collocare il grado di difficoltà in EE+

Fatica

Partenza dalla strada in prossimità della spiaggia di Saporetti, dopo un breve tratto pianeggiante sulla destra inizia il sentiero, le tabelle e i segnali sono ben visibili e continuamente mantenuti.
Partiti da quota zero, siamo al livello del mare, si sale di netto dentro la vegetazione, il terreno può risultare duro e scivoloso per il continuo calpestare, come detto è molto frequentato. Si arriva ad una piazzola, accumulando già 160 metri di dislivello.
Proseguendo si può prendere respiro, la traccia si snoda a zig zag, non sarà sempre così, il pendio diventa più ripido e bisogna superare zone rocciose aiutandosi anche con le mani.

Partenza dalla strada in prossimità della spiaggia di Saporetti, dopo un breve tratto pianeggiante sulla destra inizia il sentiero, le tabelle e i segnali sono ben visibili e continuamente mantenuti. Partiti da quota zero, siamo al livello del mare, si sale di netto dentro la vegetazione, il terreno può risultare duro e scivoloso per il continuo calpestare, come detto è molto frequentato. Si arriva ad una piazzola, accumulando già 160 metri di dislivello. Proseguendo si può prendere respiro, la traccia si snoda a zig zag, non sarà sempre così, il pendio diventerà più ripido e bisogna superare zone rocciose aiutandosi anche con le mani.

Panorami

La vegetazione rigogliosa si apre mostrando il mare in direzione ovest, salendo ancora si scopre di più e si può scorgere l’agro pontino e le isole pontine.
È solo un anticipo, una volta arrivati al primo picco si apre a 360 gradi. Il Picco del Circeo ce lo troviamo davanti e il mare blu sulla destra.

Punti Esposti e la Bellezza

Una volta conquistata quota, si rimane sulla cresta, aumentando la soglia di concentrazione, il percorso si affaccia sui strapiombi che guardano verso il mare. In alcuni punti ci sono dei parapetti naturali che permettono di procedere in sicurezza.
Il sale e scendi tra un picco e l’altro è più spettacolare ed emozionante.
Risalendo l’adrenalina aumenta, inerpicandosi, anche con l’aiuto delle mani, il sentiero roccioso e spigoloso si apre vertiginosamente nel vuoto.

Promontorio visto sul ponte di Sabaudia

Dislivello

Rimane un’ultima salita, un tratto in piano roccioso, ci porta fin sotto le mura, incrociando altri sentieri. Uno riscende nel bosco e l’altro prosegue sulle creste fino a Monte Circello ( 448m sdm ).

Relax

Il Picco è contornato da delle mura, con alberi nella parte più bassa, nello spiazzo più su, dove si trova una bandiera, è libero, mostrandoci un panorama unico, in giornate pulite si vede a perdita d’occhio. Ponza, Palmarola e se fortunati Ischia, a nord le montagne, i Lepini agli Aurunci, in fondo i Monti Ernici.
Una pausa guardando il mare è quello che ci vorrebbe.

Alba sotto la bandiera sul Circeo

Percorso ad Anello

Percorrere lo stesso percorso fatto per salire sarebbe più rischioso, in punti esposti, scendendo, la sicurezza diminuirebbe, ancora di più.
Il sentiero chiamato la direttissima si incunea subito nel folto bosco, si trova sulla destra tornando 100 metri indietro.
Ultimamente è stato servito da funi, aiutano rimanere in equilibrio sul breccione insidioso.
Il sole non filtra, non ci sono panorami ma almeno si sta freschi. Un zig zag fra rocce e terreno che se bagnato è molto scivoloso.
A metà dislivello di discesa, c’è un’apertura che permette di vedere il lago di Paola e tutto intorno.

Si rientra nel bosco fino incrociare il sentiero pianeggiante giù in fondo, nella vegetazione avvolgente dopo circa 800 metri ci riconduce al punto di partenza.

CONSIGLI

Escursione da non sottovalutare, preferire i periodi freschi, in estate può risultare molto estenuante.
Portare con sé molta acqua, una calzatura alta per proteggere le caviglie da eventuali storte.
Il parcheggio, sul lungo mare, nel periodo estivo è a pagamento.
Non lasciare oggetti di valore, ci sono episodi di furti alle auto.


Tre sono i percorsi sul promontorio
1- Il più battuto è quello descritto sopra.
2- Un anello più grande di 18km, percorrendo tutte le creste e poi in piano la parte bassa sotto il bosco.
3- Dopo aver visitato le tante grotte sul mare, da punta rossa si può risalire, un tratto molto esposto al sole.

Un po’ di Storia

Quello che ora noi vediamo come una montagna un tempo era un isola.
L’ Eneide ed altri scritti antichi hanno fatto giungere fino ai giorni nostri la leggenda della Maga Circe.
Infatti le mura sulla sommità c’è quello che rimane del Tempio dedicato a Circe o Venere. In epoche remote le tribù pre romane fecero di questo posto una metà di pellegrinaggio.
Nella storia più recente poi, nel periodo Napoleonico furono usate come punti di avvistamento. Torre Paola e Torre Fico, furono fatte eregere nel periodo pontificio.
Sempre qui sul promontorio proprio sopra il paese di San Felice, dove è posta una croce che lo domina, ci sono delle mura Ciclopiche molto più antiche a testimoniare un interesse strategico che ha sempre ricoperto.

Quello che ora noi vediamo come una montagna un tempo era un isola. L’ Eneide ed altri scritti antichi hanno fatto giungere fino ai giorni nostri la leggenda della Maga Circe. Infatti nelle mura sulla sommità c’è quello che è rimasto del Tempio dedicato a Circe o Venere. In epoche remote le tribù pre romane fecero di questo posto una metà di pellegrinaggio. Nella storia più recente poi, nel periodo Napoleonico furono usate come punti di avvistamento. Torre Paola e Torre Fico, furono fatte erigere nel periodo pontificio. Sul promontorio proprio sopra il paese di San Felice, dove è posta una croce che lo domina, ci sono delle mura Ciclopiche molto più antiche a testimoniare un interesse strategico che ha sempre ricoperto.

Preistoria

Volendo ancora scavare nel passato, in una villa privata di San Felice, ora un Hotel, nel 1939 è stata rinvenuta una frana preistorica che custodiva una cavità, dentro di essa è stato scoperto un cranio di ‘homo neanderthalen’

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Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona