Al suo cospetto

È la prima volta che salgo il Velino, punto di partenza è dal Rifugio Casale del Monte, arrivando dal paese di Forme.
Il Rifugio è prorpio alla base del Monte Cafornia, effettuando un anello, quando scenderemo, ci troveremo davanti l’auto parcheggiata.

Inizio del cammino

Quindi dal rifugio andiamo verso ovest per circa 2,5 km, senza seguire un sentiero e salendo di livello gradualmente, lungo questo tratto si apre la vallata sottostante mostrandoci Massa D’Albe.
Si giunge in una pineta, attraversando la stessa ci troviamo davanti l’imbocco dei sentieri 4-5-6 (quota 1368m s.l.m.).
Il nostro percorso sarà il n 6, considerato la direttissima per la vetta. Poco più avanti troveremo un altro crocevia che porta alla Grotta di San Benedetto (1475m s.l.m.) .

Autunno sul Velino

Ascesa per il Velino

Proseguendo si rimane nel sentiero n 6 e comincia la vera scalata, mano mano che si sale diventa più impegnativo, diventando un percorso per escursionisti allenati ed esperti, alcuni tratti la difficoltà è di primo grado, dove ci si aiuta anche con le mani nel salire.
In circa 1,5 km si conquistano 1000 metri di dislivello. Alcuni punti sono esposti, con un po’ di attenzione si arriva alla cresta che ci porta su al picco del Velino (2486m s.l.m.).
Vista a 360° in una giornata senza vento e tanto sole, le nuvole sono sotto, facendo sembrare le punte delle montagne, isole in un mare bianco. Il caso ha voluto di essere in una giornata che si è verificata l’inversione termica.

Monte Cafornia

Breve sosta, siamo a Novembre, le giornate sono corte, prima delle 17 c’è il tramonto.
Si continua verso nord dove si scende sulla cresta, al crocevia ci dirigiamo sul sentiero indicato n 7 che ci fa fare una passeggiata panoramica sul filo dei 2300 metri portandoci sotto il Monte Cafornia (2424m s.l.m.).
Piccola Ascesa per conquista quest’altra vetta, giusto per scrivere sul libro di vetta. Anche qui panorama impagabile.

Morbida discesa sull’erba

La discesa è meno tecnica, passando di fianco alla Cimata Fossa dei Cavalli (2301m s.l.m.) sulla mappa è segnato come “sac T3” ( scala sac = Club Alpino Svizzero ), la ricrescita erbosa nasconde la traccia del sentiero, si vede è poco frequentata, bisogna fare attenzione ai sassi segnati sporgenti, altrimenti si va fuori traccia.
Si giunge davanti un grosso masso alto una decina di metri, dalla parte opposta c’è la Grotta del Pastore segnata sulla mappa (1763m s.l.m.).

Tramonto visto dalla Valle del Fucino

Tramonto

Poco più giù (1708m s.l.m.) superiamo un crinale aprendosi l’orizzonte a ovest giusto per vedere gli ultimi raggi di calore del sole. Qui troviamo delle bandierine rosse posizionate, da alcuni addetti, la mattina stessa per una gara di trail, programmata nel week end. Portano giù verso il rifugio, seguendo queste bandierine scendiamo.
La luce a disposizione ormai è poca.
Quasi con l’oscurità arriviamo al rifugio senza usare le luci frontali, abbiamo chiuso l’anello.

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Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona