Tra Tartufi e Lamiere

Ho provato a fare questo percorso un mese prima, ma a causa della pioggia battente, non siamo saliti, arrivando solo fino alla sorgente Innola. Ci riprovo in una giornata più aperta con buona visibilità, parcheggiando sempre vicino all’Osservatorio.

Camion Iveco 643N

Una camminata leggera

Il primo tratto lo conoscevo, una via sterrata adatta più ad una attività di Nordic Walking che per l’escursionismo. Ma il dopo non è così, diventando una cosa per esperti, superata la sorgente si fa ancora un altro tratto di strada fino giungere ad una piazzola, da qui si sale in maniera più impegnativa. Il tracciato studiato a casa con il programma Locus Map Pro, ( programma che permettere di progettare i percorsi, basandosi sulle tracce memorizzate sulla mappa) purtroppo a causa del tempo non era più visibile e mi sono ritrovato a percorrere un tratto non più frequentato.  I segni CAI fino a quel punto erano ben visibili, inizio salire lo stesso, l’obbiettivo è da quella parte, mi affido al navigatore.

Ora si affronta la montagna

Inizia la vera salita, si cammina comunque al pulito rimanendo sopra un costone del Vallone che scende. Si arriva sopra un valico chiamato della Forchetta, sempre leggendolo sulla mappa IGM 25000, da qui iniziano dei segni, dei punti rossi, forse ce ne erano anche a valle, ma non li ho visti. Portano sopra e il percorso incomincia a somigliare ad un sentiero.
Sentiero a tratti pieno di foglie raccolte dal vento, hanno 20/30 cm di altezza.
Si iniziano a trovare tratti ghiacciati, più si sale, più la neve ghiacciata diventa uniforme allora infilo i ramponi, che mi aiutano ad  arrivare fuori dal bosco e vedere i Panorami verso i monti lepini, il lago di Canterno ben visibile, ci sono delle nuvole e il mare non si vede.

Manca poco

Ultimo tratto ed affiora dalla cresta la Croce della Monna (1952m), fa strano vederla di botto, chi fa il tracciato più classico dall’altra parte, c’è la sempre davanti sull’orizzonte.
Tutto aperto, ora si vede fino a monte Cairo, la vallata avvolta nella foschia, panorami non comuni che rimangono indelebili nella mente.

Cresta cresta

Piccola pausa per poi ripartire verso Est, con lo scopo di arrivare al Monte Fanfilli, che per una strana combinazione è alto un metro meno della Monna.
Da qui Panorami ancora più ampi, la Rotonaria, la valle di Rovereto, una manna per gli occhi.
Il cielo si dilada, il sole fa risplendere il mare, mostrando le isole.

Indietro

Decido di riprendere il percorso al contrario senza avventurarsi nella valle dell’Agnello ghiacciata, che si trova all’ombra.
I ramponi in discesa diventano essenziali, le lastre di ghiaccio sono pericolose.
Dopo una discesa nel bosco, ritrovo la strada fatta la mattina, che mi riconduce all’Osservatorio.

Curiosità:

In prossimità della sorgente Innola, ho incontrato un signore, vestito da trekking con un gilet mimetico con delle enormi tasche, lui è un cercatore di funghi e in special modo di tartufi.
Porta quello che sembra essere un bastone, invece è uno strumento, una paletta di circa 3 cm, utilizzata per scavare. Con sé ha due cani,  sembrano dei barboncini, uno è specializzato nel trovare la zona e l’altro a trovare il tartufo. Secondo lui ha raccolto il necessario per festeggiare la fine dell’anno!!

Iveco

Altra curiosità, nella piazzola giù in fondo, c’era un camion da un lato, un Iveco 643 n del 1967, per uno che ama fare foto particolari, non mi sono lasciato sfuggire questa occasione.

Powered by Wikiloc

Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona