Il Lago di Braies, una delle mete escursionistiche più amate dell’Alto Adige, si trova alla fine dell’omonima valle, a 1496 metri slm, la Valle di Braies nell’Alta Pusteria.

Lago di Braies

Giungere in questo paradiso, meta di turismo universale è già un punto di arrivo, dove il paesaggio sembra ed è una cartolina.
Le serie televisive famose girate qui, hanno portato molti turisti a visitare questo lago, a tal punto di prendere la decisione di chiudere l’accesso alle auto, dall’estate 2019 si può arrivare al lago, o con le navette oppure in bici.

Croda del Becco

Si potrebbe stare ore ad ammirare le sue sponde e i sui riflessi, proprio da questi si specchia Croda del Becco.
Un’attrazione che un escursionista non si può tirare indietro….. E qual’è secondo voi?

Scalare questa imponente montagna.

Inutile nasconderlo noi siamo venuti proprio per questo.

Il nostro cammino inizia costeggiando il lago sul lato destro, ogni angolo di questo posto merita una foto, già molte persone sono qui, ma pochi ci accompagneranno sul sentiero numero 1, che sale su.

Ingresso del sentiero si trova quasi al centro del giro costa costa, basta stare attenti ed individuare le tabelle.
La prima parte, di ascesa, si attraversa una frana recente, con sassi e breccionino mobili, rimanendo nel cono d’ombra della montagna posta sul lato sinistro, solo sopra entrati sulla prima sella troviamo il sole dopo un tratto servito da funi per aiutare a rimanere in equilibrio.
Superata la Sella il sentiero diventa gradevole fino arrivare incrocio per il rifugio Biella.

Da questo incrocio rimane da fare l’ultima appettata finale, un altro tratto servito da catene, utile perché esposto. Il sole è stato impietoso nel salire ci ha fatto sudare non poco.
La croce in lontananza ci indica l’arrivo, spettacolare l’affaccio sul lago di Braies.

La croce sulla vetta
Rifugio Biella

La giornata afosa di pomeriggio genera sempre un capannelo di nuvole, questione di poco si passa dal sole alla pioggia rendendo scivoloso tratto con le catene mentre riscendiamo.

Panoramica dalla vetta

Una fermata ristoratatrice al rifugio è dobbligo, per poi ripercorrere il tracciato fino al lago da dove siamo partiti.
Giù arrivati al lago percorriamo la sponda opposta percorsa la mattina, questa è articolata da sali e scendi protetta da staccionate, più impegnativa di quanto pensavamo.
Irresistibile non fare il bagno prima di andare via, oltre che rinfrescarsi è stato tonificante, oltre 16km e 1600 metri di dislivello si sentono nelle gambe.

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Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona