Le condizioni di sopravvivenza sulla terra, sono legate a molti fattori, nei luoghi dove c’è abbondanza c’è anche molto spreco, invece dove mancano molte delle materie prime per permettere la vita, la natura si è evoluta escogitando tecniche di adattamento, in molti casi una Coevoluzione tra specie animali e vegetali sorprendente.

Il più classico esempio di Coevoluzione è il Pesce Pagliaccio che vive nei fondali marini dentro un Anemone, per la maggior parte dei pesci i tentacoli dell’Anemone sono velenosi e paralizzano le vittime di turno, il Pesce invece è riuscito a evitare l’azione, nutrendosi dei scarti, mantenendo pulito l’Anemone che sua volta ne beneficia. Una simbiosi perfetta.

Sulle nostre montagne ci sono altri esempi, in questo articolo in particolare descrivo la Coevoluzione tra i Bombi (un insetto) e la Ginestra (una pianta).

L’ambiente montano a seconda della stagione ci sono condizioni completamente opposte, estreme, inverni freddi con la neve e poi le estati secche con poca acqua. Solo poche piante riescono sopravvivere ed adattarsi.

La Ginestra

La pianta che più riesce a sopravvivere in queste condizioni, appartiene alla famiglia delle leguminose, è a una origine europea, cresce in particolare nelle regioni mediterranee, può sembrare un folto cespuglio ma in realtà è un arbusto sempre verde, con foglie lunghe e sottili.
Essa, è una pianta preparatrice per cosi dire, dove attecchisce lei, prima o poi ci saranno altre piante, in pratica inizia il processo di creazione di terreno fertile ricco di azoto, necessario alla colonizzazione di altre specie.

In primavera e in estate nel periodo di fioritura della pianta, sbocciano i caratteristici fiori gialli con il profumo molto simile al miele.

I Bombi

Bombus Latreille, comunemente chiamati Bombi, sono della specie delle api, soltanto che le comunità sono di numero molto ridotto. La loro vita non va aldilà di una stagione, sono molto apprezzati in agricoltura per la fecondazione di molte varietà di ortaggi. Rispetto alle api sono molto più grossi con delle bande nere e gialle larghe, una sua caratteristica è la peluria che li ricopre e la poca aggressività. Come detto non superano l’inverno, la continuazione della specie è affidata alle regine fecondate, che nascoste nei posti più disparati, nelle fessure dei sassi, dentro i buchi degli alberi eccetera, in primavera riproducono la colonia.

La simbiosi singolare e sorprendente.

Nel periodo di fioritura delle Ginestre, queste non possono sfoggiare come le altre piante, fiori grandi e aperti, sarebbe uno spreco di acqua non tollerabile, il terreno è arido e pieno di rocce. I petali dei fiori sono a grappoli e chiusi, tarati per aprirsi solo per un particolare insetto i Bombi. In migliaia di anni di evoluzione la pianta per cosi dire ha capito che quel particolare insetto era utile per la sua riproduzione, i bombi pure hanno capito che può andare sul quel fiore e ottenere il polline.

La Grammatura

Il fiore è chiuso, si apre soltanto ad un determinato peso o spinta, molti insetti provano a prendere il polline ma non ce la fanno ad aprire i petali. Solo quando arriva il Bombo più grande, poggiandosi sul petalo, questo si apre di scatto come una molla, spargendogli sopra la peluria il polline. Questo fa capire perché la ginestra riesce a colonizzare le zone per cosi dire di “No Confort” dove le risorse sono poche e quelle che ci sono vanno gestite, altrimenti sarebbe la fine per lei. Lei è riuscita a racchiudere il polline dentro il suo scrigno, donandolo solo a chi può garantire la sua impollinazione.


Fabio

Sono serio serio, Amo la Follia Buona